Cura dei capelli

· Come prendersi cura dei capelli: un paio di trucchetti e il mio decalogo ·

Ragazzi, tantissimi (anzi, in questo caso: tantissime!) di voi si sono interessati alle Instagram stories che ho pubblicato un po’ di tempo fa riguardo la cura dei capelli… Tanto che ho deciso di scriverci un bell’articolo per il blog, in modo da lasciarvi tutte le informazioni sempre a portata di mano 😉

Prendersi cura dei capelli

Tutto è nato perché di recente ho notato che i capelli della mia migliore amica, Annalisa, erano bellissimi, cresciuti molto e soprattutto super luminosi. Pensavo che avesse fatto qualche trattamento professionale (anche se essendo in pieno lockdown per la Covid-19, era altamente improbabile), ma naturalmente non era così.

Alla fine mi ha raccontato che da 1 mesetto circa stava usando 2 trucchetti particolari:

  • massaggio del cuoio capelluto e
  • risciacquo acido

Ma in cosa consistono? E servono davvero?

Massaggio del cuoio capelluto

Il massaggio del cuoio capelluto stimola la cute e ossigena le radici, quindi favorisce la crescita del capello, rendendoli più sani e anche più voluminosi.
Potete farlo tranquillamente tutti i giorni per un paio di minuti per volta, 1 o 2 volte al giorno, semplicemente con i polpastrelli.
In alternativa, potete eseguire il massaggio del cuoio capelluto prima dello shampoo (magari utilizzando oli nutrienti come l’olio di ricino o di cocco: potete anche unire diversi oli, e potete anche lasciarli in posa per un po’ di tempo [dai 15 ai 60 minuti]: è un’ottima idea per una maschera per contribuire a rendere i capelli sani e lucenti), o anche durante lo shampoo stesso, magari per far penetrare meglio balsamo o maschera durante l’applicazione. In questo caso (se, quindi, non lo fate troppo spesso ma piuttosto 1-2 volte a settimana) il massaggio può durare anche più a lungo (anche 5-10 minuti, ma non oltre).
Importante: se avete i capelli grassi, evitate di usare oli durante il massaggio.
Nota: al di là dei benefici che ne possono riscontrare i capelli, trovo che questo massaggio sia estremamente rilassante, quindi personalmente lo adoro 😉

Come procedere per il massaggio?
Il massaggio va effettuato con i polpastrelli (mi raccomando, attenzione alle unghie, soprattutto se le portate lunghe). Appoggiate le dita in cima alla testa, quindi picchiettate tutto il cuoio capelluto in maniera circolare, scendendo verso il basso.
In alternativa, potete effettuare il massaggio del cuoio capelluto utilizzando una spazzola con setole naturali: molto semplicemente, appoggiate la spazzola in cima alla testa e muovetela delicatamente prima verso la fronte, poi lateralmente (tempie-orecchie-nuca), prima da un lato e poi dall’altro. Oppure, appoggiate la spazzola in diversi punti della testa, esercitando una leggera pressione per pochi secondi, quindi spostatela in un altro punto e premete ancora, sempre leggermente; infine, una volta completato il ciclo su tutta la testa, ripetetelo per 3-4 volte.
Nota: ricordate di essere delicati! Un massaggio troppo aggressivo potrebbe avere l’effetto contrario, provocando la rottura di eventuali capelli più fragili e potenzialmente andando anche ad irritare la cute.

Risciacquo acido

Consiste in un ultimo risciacquo da fare dopo aver lavato i capelli con shampoo e balsamo e dopo aver eliminato per bene tutti i residui di sapone. A quel punto potremo fare quest’ultimo risciacquo con acqua acidificata per renderli immediatamente più lucidi, morbidi, districati e senza quell’antipatico effetto elettrostatico che tende a farli rizzare in testa.

Ma qual è il principio per cui funziona questo risciacquo acido?
Molto semplicemente, il capello esternamente è rivestito da squame cornee, che dopo lo shampoo possono tendere ad aprirsi a causa della carica elettrostatica dei tensioattivi solitamente contenuti nei normali prodotti per capelli. La superficie del capello in questo modo non appare più liscia e pertanto riflette la luce in maniera diversa: in sostanza, i capelli ci appaiono spenti e opachi, e tendono a essere meno soffici e pettinabili.
Un’altra possibile causa, potrebbe essere anche la durezza dell’acqua: se nella zona in cui viviamo l’acqua è molto calcarea, questo può andare a influire sulla normale lucentezza dei capelli.
Così come può essere utilizzato come ammorbidente, l’aceto può aiutarci anche nella cura dei capelli, in quanto con la sua componente acida va a ripristinare il PH della superficie del capello, sciogliendo via eventuali residui di calcare e ripristinando la normale lucentezza che ci si aspetta da un bel capello sano.

Se avete deciso di cimentarvi e provare anche voi le meraviglie del risciacquo acido, ecco come fare.

  • Procedete con il normale shampoo e sciacquatelo via per bene.
  • Applicate anche il balsamo/maschera per capelli, tenetelo in posa per i minuti indicati, quindi sciacquate bene anche questo.
  • Prima di procedere con la normale asciugatura dei capelli, effettua un ultimo risciacquo con una soluzione così composta:

1 cucchiaio di aceto di mele (o di vino) (ma va bene anche 1/2 cucchiaio di succo di limone, oppure 1 pizzico di acido citrico) per ogni litro di acqua fredda.
Importante: sia che usiate aceto di vino o di mele, alla fine del trattamento non si sentirà per nulla l’odore di aceto.
Nota: in alternativa, si trovano in commercio dei prodotti cosmetici appositi, già pronti all’uso, studiati appunto per ripristinare il pH dei capelli, chiudendo le scaglie e lasciando la chioma morbida e setosa.

  • Quindi procedete con la normale asciugatura del capello, tamponandolo piano con una salvietta pulita (mi raccomando, non li strapazzate con quella salvietta!) e poi asciugandoli, preferibilmente con aria non troppo calda (sempre per non sfibrarli troppo).

Tutto qui.
Nota: tenete presente che ogni capello è diverso e può reagire in maniera differente. Pertanto, se dopo aver provato il risciacquo acido notate che i capelli appaiono invece piuttosto secchi e tendenzialmente crespi, provate ad abbassare il quantitativo di aceto (o dell’ingrediente scelto, limone o acido citrico), oppure a cambiarlo (sostituendolo appunto con una delle alternative elencate).

Potete fare questo trattamento (che, vi ricordo, va fatto con acqua fredda, in quanto quella calda tende a rovinare i capelli, mentre quella fredda stimolerà la circolazione del cuoio capelluto) a ogni shampoo se lo fate solo per un breve periodo (qualche settimana, o al massimo 1-2 mesi), altrimenti cercate di farlo “a shampoo alterni” (ovvero 1 shampoo sì e 1 shampoo no) o comunque ogni 10-15 giorni. Questo perché a lungo andare il trattamento può risultare troppo aggressivo per i capelli.

Nota: questo trattamento si può fare sia con i capelli lisci che ricci, con capelli di ogni lunghezza e con capelli da normali a grassi.
Se invece avete i capelli secchi, vi suggerisco di diminuire il quantitativo di aceto e di fare delle prove, per valutare se continuare o meno: magari appaiono secchi per via dell’acqua calcarea, chi lo sa 😉

Prendersi cura dei capelli: consigli e trucchi

Ok, nelle IG stories avevamo parlato solo di risciacquo acido e massaggio, ma per rendere il post davvero completo ho pensato di raccogliere un po’ di suggerimenti utili per la cura dei capelli in generale, per cui… ecco il mio decalogo:

  1. Attenzione al calore: non usate mai l’asciugacapelli con aria troppo calda, o piastra/arricciacapelli (cercate comunque di limitare l’utilizzo di questi apparecchi) al massimo della temperatura. Tamponate per bene i capelli con una salvietta in microfibra, quindi procedete con la normale asciugatura, meglio se con un’impostazione intermedia o anche bassa della temperatura (soprattutto se avete i capelli sottili), mantenendo una certa distanza tra l’asciugacapelli e i capelli stessi (l’ideale sarebbe di 15-20 cm almeno).
    Nota: se avete capelli mossi o ricci, usate sempre il diffusore per asciugarli (ma potete usarlo anche con i capelli lisci).
  2. Rispettate i tempi di posa: quando su un balsamo o una maschera trovate i tempi di posa, cercate di rispettarli, o non consentirete ai principi attivi di agire a dovere sul vostro capello.
  3. Come fare lo shampoo: per dei capelli di media lunghezza è sufficiente una quantità di shampoo non più grande di una monetina da 2 euro, perché in realtà lo shampoo va distribuito sulla cute e non sulle lunghezze. Ecco come fare: mettete lo shampoo sul palmo di una mano e, con l’altra mano, pucciate 2 dita nello shampoo e passatelo di volta in volta (ogni volta che cambiate punto dovrete ripucciare le dita nello shampoo) in quelli che io chiamo i 7 punti strategici: 1) al centro in cima alla fronte; 2 e 3) lateralmente sopra le tempie; 4 e 5) in basso ai due lati del collo; 6) in basso sotto la nuca; 7) in cima alla testa, al centro.
    ImportanteNon diluite mai lo shampoo! Andreste a diluire i principi attivi contenuti nel prodotto, inficiando quindi la loro utilità.
  4. Fate sempre 2 passate di shampoo: con la prima spesso non si ottiene molta schiuma (ragion per cui tendiamo invece a usare tantissimo shampoo o a fare l’errore di diluirlo), tranquilli è normale. Ecco perché si fa sempre anche una seconda passata: per arrivare là dove non si è arrivati con la prima. La prima passata servirà per una pulizia di massima, con la seconda andremo a far penetrare i principi attivi del prodotto.
    (Se fate lo shampoo molto spesso, invece, a volte una sola passata potrebbe essere sufficiente.)
  5. Ogni quanto fare lo shampoo: in realtà molto dipende dalla qualità dei vostri capelli (intendo proprio dal tipo, non se sono belli o brutti) e da altri fattori, come dove viviamo (inquinamento atmosferico), livello di sudorazione (e quindi dalla temperatura ambientale, ma anche dal tipo di vita, lavoro e attività fisica che svolgiamo). Questo perché smog, polvere, sudore… sono tutti fattori che contribuiscono a  sporcare il capello più velocemente. Il principio secondo cui “meno spesso si lavano i capelli, meno spesso si ha bisogno di lavarli” è giusto, perché in realtà eliminando gli oli naturali prodotti dalla cute, il nostro corpo crea in automatico più sebo, che farà apparire subito i nostri capelli più sporchi. Una buona media potrebbe essere 1-2 volte a settimana. La risposta definitiva, però, non c’è, perché in realtà ognuno di noi dovrebbe trovare un proprio equilibrio, che può dipendere anche dai prodotti che si usano. Evitate, comunque, di fare lo shampoo tutti i giorni: sempre meglio fare almeno a giorni alterni.
  6. Quale shampoo usare: ecco, questa è una bella domanda. Partiamo dal presupposto che uno shampoo molto aggressivo non va mai bene, neanche per capelli spessi e grassi. Il mio consiglio è di farvi aiutare dal vostro parrucchiere di fiducia, che vi dica che tipo di capello avete e che vi suggerisca il tipo di prodotto più idoneo.
    Quello che vi posso dire è: non vi fossilizzate su un’intera linea di prodotti solo perché ve ne piace uno, perché siete liberissime di mischiare linee (e persino brand) diverse, a seconda dei risultati. Dovete trovare il mix di prodotti giusto per voi!
    Ricordate: shampoo, balsamo, maschere ecc. hanno funzioni diverse, complementari tra loro, quindi scegliete i prodotti in base alle vostre effettive necessità.
  7. Ogni 1-2 mesi fate lo scrub: ebbene sì, lo scrub per il cuoio capelluto esiste e funziona. In effetti, lo scrub arriva a pulire anche dove uno shampoo non riesce ad arrivare, detergendo a fondo la cute alla base del capello, proprio dove si accumulano più facilmente pelle morta, forfora e sebo in eccesso. Naturalmente, occorre utilizzare scrub appositi e molto delicati, che non irritino il cuoio capelluto.
  8. Evitate trattamenti chimici: che sia tinta, permanente o relax, la maggior parte dei trattamenti chimici sono aggressivi e tendono a disidratare il capello, facendogli perdere lucentezza e volume (in particolare sui capelli mossi o ricci, ma non solo). Cercate quindi sempre trattamenti che siano meno aggressivi e comunque adatti alla vostra tipologia di capello.
  9. Siliconi e parabeni sì o no: iniziamo col dire che in realtà molte persone tendono a trovarsi bene con i prodotti per capelli che contengono siliconi e parabeni. Io credo soprattutto che le nostre debbano essere fatte in maniera consapevole. Quindi partiamo dal capire cosa sono: i parabeni sono dei composti organici aromatici, molto usati come conservanti e antimicrobici; i siliconi sono dei polimeri inorganici, molto usati in cosmetica in quanto, essendo sostanze idrofobe, fotostabili, resistenti all’ossidazione e inerti, innanzitutto rendono più stabili i prodotti e li rendono più “setosi” e piacevoli, e poi creano una barriera protettiva su cute o (come in questo caso) capelli.
    Perché allora sono tanto demonizzati? I parabeni possono influire sul nostro organismo, soprattutto a livello endocrino (ed ecco perché sono stati vietati nei prodotti senza risciacquo); inoltre dobbiamo considerare anche l’impatto ambientale: per quanto i parabeni non siano inquinanti in senso stretto, quando shampoo o balsamo finiscono giù per lo scarico finiscono per entrare in contatto con fauna e flora, che difficilmente ne trarranno beneficio. Per quanto riguarda i siliconi, sono poco biodegradabili e quindi non sono ecocompatibili; inoltre, pur essendo sostanze non nocive direttamente per la salute, è vero anche che non sono sostanze funzionali, quindi se è vero che contribuiscono a migliorare l’aspetto dei nostri capelli, si tratta appunto solo di apparenza, di benefici puramente estetici che possono invece mascherare eventuali problematiche, senza effettivamente curarle: possono darci la falsa impressione di avere capelli sani e lucidi, arrivando a mascherare persino le doppie punte. Ecco perché quando smettiamo di usare prodotti con siliconi i capelli ci appaiono immediatamente peggiorati: ma basterà non demordere per iniziare a vedere i primi miglioramenti dopo qualche settimana con la nuova routine.
    Nota: A tal proposito, piccola nota sui solfati (SLS e SLES). Se avete il cuoio capelluto delicato o irritabile, o soffrite di forfora, perdita di capelli, prurito dopo lo shampoo o anche solo di assottigliamento del capello e perdita di lucentezza e resistenza, provate a comprare prodotti per capelli privi di solfati, e mi ringrazierete.
  10. Spazzola o pettine? Quando avete i capelli bagnati, preferite il pettine, meglio se a denti non troppo stretti (ma va bene anche la spazzola tangle), perché è più delicato (spazzolare i capelli bagnati tende a indebolirli). Scegliete la spazzola in base al tipo di capelli: a denti più larghi per capelli più spessi e viceversa; in legno per quelli ricci; in setole naturali per quelli più sottili e fragili; piatta e rettangolare per capelli lunghi e lisci.
    Nota: in ogni caso se trovate un nodo provate a scioglierlo con pazienza. Iniziate a districare partendo dal basso, dalle punte; una volta districata bene la punta risalite un pochino e ricominciate a districare da un po’ più in altro, e così via man mano a salire… Non tirate forte con la spazzola/pettine, assolutamente! Rischiereste di spezzare il capello favorendo la formazione delle doppie punte!

Last but not least: ecco il mio consiglio bonus 😉 Come sempre, non sottovalutate l’importanza di dieta varia e bilanciata e della giusta integrazione. Collagene, zinco, vitamine del gruppo B, rame… sono tutti elementi essenziali per la salute dei capelli!

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