Riciclare il cibo

· Idee e consigli per limitare gli sprechi in cucina ·

Un paio di settimane fa è stato installato temporaneamente il Climate Clock a Manhattan, New York. Voi direte: e che c’entra questo con il riciclare il cibo e cucinare con gli avanzi?? C’entra, c’entra. Perché questo speciale orologio altro non fa se non riportare il countdown per la catastrofe climatica definitiva. E quindi, direte voi? E quindi dobbiamo attivarci ora, subito, oggi. Perché secondo quell’orologio (basato sui più recenti studi scientifici dell’ONU) siamo a meno di 8 anni dal collasso completo. Il Climate Clock fa in conto alla rovescia per quello che sarà il punto di non ritorno verso il collasso del pianeta. Questo vuol dire che se non ci attiviamo immediatamente per cambiare l’attuale trend negativo e ridurre drasticamente le emissioni nocive, tra poco più di 7 anni (nello specifico, la data X è stata calcolata per il gennaio 2028) la temperatura media globale della Terra aumenterà di oltre 1,5°C (questa è quella che viene considerata la soglia massima), temperatura che innescherà una serie di drastiche conseguenze, tra cui siccità, fenomeni atmosferici anomali, incendi, estinzioni e altro ancora. Alla faccia di chi non crede al surriscaldamento globale!

Ma… Sì, per fortuna c’è un ma! Sul sito del Climate Clock c’è in effetti un secondo contatore, che riporta invece la percentuale di energia pulita utilizzata attualmente nel mondo. Al momento siamo solo al 27%, ma la sfida sarebbe di arrivare al 100% prima dello scadere del Climate Clock.
Come molti di voi sapranno, uno dei problemi maggiori, tra le maggiori cause del surriscaldamento, è la produzione alimentare. Ormai è chiaro che, a livello ambientale, mangiare carne (e derivati animali in generale) tutti i giorni non è più una scelta sostenibile. Ecco perché nei miei menu settimanali cerco sempre di variare e inserire anche giornate vegetariane o fonti proteiche vegan (come saprete, ho “istituito” appositamente anche il venerdì vegano). Ed ecco perché cerco di proporvi articoli e ricette che vi ispirino a non sprecare.
Insomma, eccoci finalmente arrivati al punto. In cucina è assolutamente buona norma cercare di non buttare mai niente. In onore della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che si terrà il 16 ottobre per diffondere una maggiore consapevolezza e sollecitare “iniziative più coraggiose affinché tutti abbiano accesso a un’alimentazione sana e sostenibile”, ho pensato di scrivervi questo articolo per darvi alcuni suggerimenti utili per riutilizzare gli avanzi, evitando sprechi inutili.

Come cucinare con gli avanzi

Innanzitutto lasciatemi ribadire una cosa importante: è basilare cercare sempre di organizzarsi in modo da comprare i quantitativi giusti dei vari alimenti, in modo da evitare gli sprechi. Si stima che ogni anno circa 1/3 di tutto il cibo prodotto per il nostro consumo finisca per essere buttato. E questo non va bene, non va per niente bene!
Ecco perché trovo utile pianificare i miei menu settimanali (qui trovate quello di questa settimana, ad esempio), con tanto di meal prep e lista della spesa: in questo modo quando vado al supermercato so già cosa devo comprare per tutta la settimana e in che quantità.
Detto questo, capita a tutti, ogni tanto, di ritrovarsi con qualche avanzo in frigo, vuoi perché abbiamo sopravvalutato il nostro appetito del giorno o perché nostro figlio ha lasciato qualcosa nel piatto, o semplicemente per un qualsiasi imprevisto (fosse anche una cena fuori o ospiti dell’ultimo minuto che ti “costringono” a cambiare i piani alimentari) o errore di valutazione.
Insomma, appurato che, quale che sia il motivo, gli avanzi capitano (per parafrasare una nota frase fatta inglese, un po’ volgare ma che rende bene l’idea), il problema è: cosa farne? Perché, chiaramente, di buttarli non se ne parla (già è uno spreco buttare gli imballaggi, figuriamoci il cibo!)… e allora? Allora, molto semplicemente, si riciclano!

Per fortuna in cucina basta un po’ di creatività per riuscire a dare nuova vita un po’ a tutto, dal pane vecchio e stantio alla pasta scaldata, dal risotto avanzato alle verdure bollite.

Come riciclare cereali avanzati

Iniziamo dal facile: pasta e riso, ma anche quinoa, farro, ecc.

Innanzitutto, se ad esempio ve n’è avanzata 1 porzione intera (o anche no, se ci abbinate qualcosa vicino) potete semplicemente ripassare la pasta (o il riso, o quel che è) avanzata in padella con un filino di olio, in modo da farla abbrustolire leggermente, o potete gratinarla in forno: potete approfittarne e infilarci dentro anche avanzi di salumi e formaggi, per dire, e rendere il tutto molto goloso (potreste addirittura cimentarvi in un bel timballo di riso o pasta).

Un altro metodo classico per riciclare gli avanzi di pasta è quello di fare la classica frittata di maccheroni (o, perché no, anche di riso o di altri cereali). Se le quantità sono piccole, potete anche pensare di fare delle mini frittatine al forno, usando le formine per muffin come stampi.

Con il riso (o altri cereali), volendo potete preparare anche delle ottime crocchette, aggiungendo un po’ di albume per legare e creando delle palline da passare nel pangrattato e poi cuocere in forno o in padella.

Con gli avanzi di fiocchi di avena potete creare una farina, frullandoli finemente, o potete usarli al posto di pane o pangrattato per fare polpette e panature.

Se invece vi ritrovate con un po’ di rimasugli di pasta cruda in dispensa, potete pensare di unire tutti i formati con gli stessi tempi di cottura per creare un pacchetto tutto nuovo di pasta mista, che qui a Napoli usiamo spesso sia con legumi (in particolare coi fagioli) che con gli ortaggi (ma soprattutto per la pasta e patate).

Per quanto riguarda eventuali rimasugli di farina, se sono ancora utilizzabili potete semplicemente riunirli tutti insieme e preparare dell’ottimo pane (o piadine, crêpes, dolci o quant’altro) multi-cereali.
Se invece sono fondi di farina scaduta, potete usarli per preparare il pongo fatto in casa per i vostri figli.

Come riciclare il pane vecchio

Altro grande, grandissimo classico: il pane raffermo.
Tanto per cominciare, se vi rendete conto che avete comprato troppo pane, tagliatelo a fette e congelatelo: quando vi servirà un po’ di pane non vi resterà che da tirare fuori le fettine che intendete consumare, passarle in una griglietta elettrica (o sulla bistecchiera calda, o in forno) e il gioco è fatto!
Ecco un po’ di idee per riciclarlo:

  • Pangrattato: vi basterà tritare il pane vecchio nel Bimby o con un buon mixer.
  • Polpette: semplicemente fate ammollare il pane nell’acqua e poi usatelo per delle polpette di carne o di pesce. O anche di legumi o verdure.
  • Crocchette di pane o polpette di pane (nomi diversi per la medesima pietanza). Io le adoro cotte nel sugo di pomodoro, ma potete cuocerle anche in padella o in forno con un filo d’olio.
  • Bruschette/crostoni di pane al forno: va be’, qui non ho niente da spiegarvi, no…? Prendete il pane, lo tagliate a fette, lo tostate e lo condite con pomodorini o altri ingredienti a piacere, ed ecco le bruschette. In alternativa, prendete il pane, lo tagliate a fette, lo mettete sulla teglia del forno, lo condite a piacere e cuocete per una decina di minuti, ed ecco pronti i crostoni (ottimo metodo per consumare anche rimasugli di verdure, formaggi o salumi, per dire).
  • Crostini di pane: tagliate il pane a dadini e cuocetelo al forno o in padella con un filino d’olio e spezie a piacere. Usate i vostri crostini di pane per completare zuppe e vellutate, saranno ancora più buone!
  • Con il pane vecchio leggermente ammollato e spezzettato potete anche fare la panzanella, un piatto toscano perfetto per l’estate, con pomodori, cipolla rossa, tanto basilico e (volendo) tonno sott’olio (ci andrebbe anche un po’ di aceto: a voi la scelta).
  • Alternativa meno conosciuta: pasticcio di pane o pizza di pane. Prendete il pane, lo spugnate, lo strizzate e lo mischiate con tutti gli ingredienti che vi vengono in mente, o che avete da consumare (olive, fesa di tacchino, albumi, carota grattugiata, parmigiano…), mischiate tutto, mettete in teglia e cuocete per 20 minuti a 180°C, in modo che si crei una bella crosticina dorata: ecco il pasticcio di pane (ottima idea svuotafrigo). In alternativa, prendete il pane, lo tagliate a cubetti, lo ammollate brevemente, lo strizzate e mischiate con albumi e lo usate per creare una base per pizza, da condire poi a piacimento, come se fosse una vera pizza, mentre altro non è se non una pizza di pane.

Come riciclare le verdure

Be’, direi che le verdure sono una delle cose più facili in assoluto da riciclare. A seconda se sono cotte o crude, si possono usare per preparare del pane alle verdure, degli sformati o plumcake o muffin salati, delle polpette di verdure, un minestrone, una vellutata, dei burger… o semplicemente saltarle in padella con aglio e olio o farne una bella frittata.

Come riciclare i legumi

Per i legumi valgono un po’ le stesse regole che valgono per cereali e verdure: potete usarli per preparare vellutate, zuppe e minestroni, polpette… o persino dei burger.

Come riciclare la frutta vecchia

Che siano singoli frutti o frutta mista, potete farne frullati, macedonie, gelati, ghiaccioli, torte, dolcetti e quant’altro.
In realtà io quando mi rendo conto che la frutta inizia a diventare un po’ matura, la pulisco, la taglio a pezzi e la congelo (potete conservarla così fino a 2-3 mesi): potrete poi usarla per tutte le vostre preparazioni.

Come riciclare carne e pesce

Ecco, qui le cose potrebbero sembrare un po’ più complesse. Di base, però, potete sempre sfruttare gli avanzi per insaporire un brodo, o un risotto, magari, oppure potete andare sulle care vecchie polpette o crocchette, da preparare sia a base di carne che di pesce (se avete letto il resto dell’articolo sicuramente avrete visto un sacco di link utili).
Potete però anche pensare a delle insalate (di base, secondo me l’insalata di pollo potrebbe essere nata proprio così, per riciclare del pollo lesso avanzato), o semplicemente bagnare il filetto avanzato nell’albume, infarinarlo e ripassarlo al forno o in padella, per esempio.

Come riciclare salumi e formaggi

Anche qui le idee sono diverse, ma di base potete inserire i vostri avanzi di salumi e formaggi in tutte le ricettine: dalle frittate ai plumcake o muffin salati, dai timballi ai pancake… a voi la scelta 😉

Come riciclare il cioccolato di Pasqua

Partiamo dal presupposto che personalmente cerco sempre di non farmi arrivare troppe uova di Pasqua. Ma ci sono sempre quei nonni, zii, parenti o amici che ne regalano uno in più all’ultimo momento.

Niente panico: innanzitutto, il cioccolato di solito si conserva abbastanza a lungo (fino a 6 mesi il cioccolato bianco, fino a 1 anno il cioccolato al latte, fino anche a 2 anni il cioccolato fondente). Detto ciò, il cioccolato può essere congelato per utilizzi futuri (vi consiglio di congelarlo già a pezzi, sarà più facile prenderne solo la parte che vi serve) e conservato in questo modo fino a 5-6 mesi (quello fondente anche 8-10 mesi), pronto da usare per dolci e dolcetti.

Ad ogni modo potete usare eventuali rimasugli come topping per le vostre colazioni (anche un semplice porridge diventa molto più buono con un po’ di cioccolato sopra, sciolto o a scagliette), o potete farne delle ottime praline.

Come riciclare biscotti e dolci lievitati

Anche qui potrebbe sembrare di inoltrarsi in un terreno difficile… E invece no! Perché potete usare biscotti stantii o dolci che si sono asciugati un po’ troppo per vari tipi di preparazioni.

Con i biscotti potete fare crumble (li sbriciolate sopra la frutta e infornate normalmente), praline e tartufini (basterà sbriciolarli e unirli a del cioccolato sciolto o a del formaggio spalmabile) cheesecake

Con i dolci lievitati, invece, potete inventarvi dei golosissimi fake tiramisù, anche fit, usandoli al posto dei savoiardi (in effetti potete usare anche qui i rimasugli di biscotti, volendo).
Stessa cosa dicasi per eventuali rimasugli di colomba di Pasqua, pandoro e panettone.

Come riciclare gli scarti di cucina

Ecco la sezione che forse più stavate aspettando: come diminuire la produzione degli scarti in cucina? Bucce di patate, gusci d’uovo e fondi di caffè possono tutti essere sfruttati, diminuendo gli sprechi.

  • Bucce di verdure: se ben lavate (e possibilmente bio), possono essere usate per fare brodi o vellutate, per i misti per soffritti, per fare delle chips di verdure croccanti e originali.
    Le bucce di patate si possono usare anche per smacchiare le posate o come fertilizzante per le piante.
  • Bucce di frutta: oltre a usarle come fertilizzante, potete farne delle chips dolci, dei canditi o degli ottimi infusi.
  • Scorze di agrumi: una volta ben lavate (e possibilmente bio),  potete usarle per fare canditi, tisane, insaporire pietanze dolci e salate.
  • Croste di formaggio: una volta ben pulite (ad esempio grattugiando la superficie esterna con un coltello a seghetto) potete tagliarle a tocchetti e usarle per insaporire i vostri piatti, oppure grattugiarle e usarle al posto del parmigiano.
  • Fondi di caffè: potete usarli per concimare piante (sono ricchi di azoto), per eliminare i cattivi odori dal frigorifero (vi basterà metterli in un contenitore e collocarlo, aperto, su un ripiano del frigo, premurandovi di cambiarlo ogni 7-10 giorni), per tenere lontane le formiche (sembra che l’odore le infastidisca) o per preparare degli scrub per il corpo.
  • Gusci d’uovo: li potete sbriciolare e usare come fertilizzanti naturali.
  • Birra sgasata: potete usarla come fertilizzante, aggiungendone una piccola quantità all’acqua che usate per annaffiare (terrà anche lontane le lumache).
  • Scarti di carne e pesce: ossa, lische e carapaci si possono usare per preparare brodi saporiti da usare poi per la preparazione di zuppe e risotti.
  • Olio di frittura: potete filtrarlo e usarlo per ungere attrezzature, eliminare i residui di ceretta o produrre sapone fatto in casa.
  • Bustine di tè: potete usarle per rinfrescare gli occhi stanchi e ridurre borse e occhiaie.

Come usare i cibi scaduti

Infine, ultimo ma non meno importante, ho pensato di inserire una piccolissima parentesi con una piccola guida agli alimenti scaduti.

Innanzitutto ricordiamo che le diciture possono essere 2, anche se i casi in realtà sono 3:

  1. Da consumarsi entro: indica  la data fino alla quale il prodotto si può consumare in modo sicuro, ovvero il termine entro cui l’alimento in questione sicuramente mantiene le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali, senza alcun rischio che si possano sviluppare cariche batteriche nocive per la salute. Questo, ovviamente, purché la confezione sia integra e la conservazione sia avvenuta in maniera corretta.
    Questa dicitura, che indica una data precisa con giorno/mese/anno, viene riportata su tutti gli alimenti freschi (carne, latticini, pasta fresca…), che potrebbero, passata la data di scadenza, risultare nocive per la proliferazione di batteri.
    Per lo più, se l’alimento è scaduto solo da un paio di giorni, la confezione è integra e aspetto, odore e sapore sembrano normali, potete consumare il prodotto senza problemi (nel dubbio: cucinatelo, in modo da ridurre la carica batterica).
  2. Da consumarsi preferibilmente entro: indica la data fino alla quale un alimento conserva le sue qualità specifiche, dopo di che l’alimento può ancora essere consumato (purché le condizioni di conservazione sono state rispettate e la confezione è integra), anche se probabilmente le sue qualità organolettiche
    hanno iniziato a degradarsi (quindi magari la consistenza potrebbe iniziare a cambiare, cosa che può accadere ad esempio con crackers e biscotti). Insomma: se il prodotto appare integro (aspetto, odore e sapore sembrano normali) e non vi sono segni di manomissione della confezione, il prodotto NON è nocivo e potete consumarlo.
    Questa dicitura, che indica solo mese e anno (o, se la scadenza è superiore ai 18 mesi, anche solo l’anno), viene utilizzata per gli alimenti a più lunga conservazione, come scatolame, pasta secca, latte a lunga conservazione e affini.
  3. Esiste, poi, una terza categoria di alimenti, per i quali non vi è l’obbligo di esporre la data di scadenza. Si tratta, ad esempio, di frutta e verdure fresche, ma anche vino e aceto, sale e zucchero, pasta e riso, alcolici ecc.

Come comportarsi, quindi, con i cibi scaduti?
Come abbiamo visto, se la confezione è integra e il prodotto, una volta aperto, appare normale, possiamo anche consumarlo (entro pochi giorni in caso di prodotti freschi, o entro pochi mesi (fino a 8 mesi in caso, ad esempio, di olio e affini) in caso di prodotti a lunga conservazione (compresi i prodotti comprati già surgelati).
I formaggi stagionati possono tendere a fare la muffa: una volta tolto accuratamente lo strato di formaggio ammuffito, il resto si può consumare in tutta tranquillità.

Alcuni alimenti, anche se non più idonei per il consumo alimentare, possono essere sfruttati in altro modo (purché non emettano ancora odori sgradevoli):

  • Latte scaduto o avanzato: potete usarlo per pulire l’argenteria o i capi in pelle, oppure per togliere macchie di inchiostro dai vestiti.
  • Yogurt scaduto o avanzato: potete usarlo per preparare maschere per viso o capelli o scrub per viso o corpo.
  • Uova scadute: Potete usare gli albumi per realizzare maschere per il viso e i tuorli per maschere per i capelli. In alternativa, l’albume si può usare per togliere residui di gomma da masticare dagli abiti.
  • Agrumi troppo maturi: potete usarli per la pulizia della casa, per levare i cattivi odore dalla lavastoviglie (vi basterà mettere 1 fetta di limone, o mezzo limone, anche spremuto, nel cestello delle posate durante il ciclo: fungerà anche da anticalcare).

Infine, esistono varie società che si occupano proprio dello smaltimento degli alimenti scaduti, sfruttandoli come fonte di energia o fertilizzanti, per cui se ne avete in grande quantità, vi consiglio di fare una ricerca online per vedere quali sono più vicine alla vostra città di residenza.

Riciclare il cibo: conclusioni

Perché tutto questo? Perché è importante, direi cruciale, creare consapevolezza! Come si legge sul sito del Climate Clock: “Civilization as we know it will no longer be possible. If we shift our priorities now, we can change the future.”, che in soldoni vuol dire che il nostro stile di vita attuale non è più sostenibile, ma abbiamo ancora (ancora per pochi anni!) la possibilità di cambiare le nostre priorità e cambiare il futuro del nostro pianeta.
Possiamo imparare a non sprecare, a produrre in casa, a prenderci cura di noi stessi in maniera più green… e anche a riciclare gli avanzi di cibo.
O almeno, io ci sto provando. E voi??

LEAVE A COMMENT

RELATED POSTS