Water challenge – Febbraio 2019 – Stitichezza: quando l’idratazione può fare la sua parte

· Un fastidioso problema che può essere causato anche da una scarsa idratazione ·

Eccoci al nuovo appuntamento con la water challenge, sempre in collaborazione con la dalla Dott.ssa Amicone. Questa volta l’argomento in questione è proprio la stitichezza, quel fastidioso problema che affligge tanti di noi (e soprattutto noi donne). Sapevate che può essere causata anche da una scarsa idratazione? Scopriamo insieme perché!

 

Stitichezza: quando l’idratazione può fare la sua parte

La costipazione cronica è descritta come una complicanza comune determinata dal passaggio difficile e/o raro delle feci con meno di 3 evacuazioni alla settimana per almeno 6 mesi, oppure con la presenza di fastidi come feci dure e caprine, sforzo eccessivo, sensazione di svuotamento incompleto o impressione di ostruzione e pesantezza all’addome almeno in un’evacuazione su 4.
Diversa è invece la costipazione funzionale che si presenta in maniera transitoria, spesso con nausea, riduzione dell’appetito e meteorismo. La differenza nella definizione di stitichezza ha portato a un’ampia gamma di prevalenza segnalata (cioè tra l’1% e l’80%).
Vari fattori sono coinvolti nella patogenesi della malattia, tra cui il tipo di dieta, la predisposizione genetica, la motilità del colon, l’assorbimento, lo stato economico sociale, i comportamenti quotidiani e i fattori biologici e farmaceutici.

Appurato che non vi siano cause responsabili note (tra le più note: malattie neurologiche [come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer], insufficienza renale terminale in pazienti dializzati, celiachia, diabete, ipotiroidismo), il trattamento iniziale ha come obiettivo quello di modificare le abitudini alimentari.

  1. L’idratazione adeguata è tra i primi importanti provvedimenti! Nel transito intestinale, le feci tendono progressivamente a compattarsi. Introdurre un’adeguata quantità di liquidi permette di mantenere le feci morbide e pertanto di facilitarne l’espulsione.
  2. Un altro aspetto importante è mantenere un’adeguata quota di fibre nell’alimentazione quotidiana. Questo perché una ridotta presenza di scorie riduce il volume fecale, rallentando il transito e quindi i tempi di evacuazione. La razione giornaliera di fibre dovrebbe aggirarsi intorno ad almeno i 25 g.
  3. Non dimentichiamoci dell’attività fisica. Spesso infatti chi soffre di stitichezza svolge una vita piuttosto sedentaria. Una ridotta tonicità della parete addominale riduce l’effetto propulsivo della peristalsi. Pertanto, va bene allenare l’addome, ma anche altre discipline come ballo, yoga e pilates sono di grande aiuto!

Quando invece la costipazione non si risolve? Le modificazioni dello stile di vita possono non avere effetti immediati; in questi casi ci si può aiutare in diversi modi:

  • Quando la sensazione è soprattutto di pesantezza a livello pelvico, è verosimile che le feci siano in prossimità dell’ampolla rettale. In questo caso, l’utilizzo di lassativi di massa per via orale non dà effetti soddisfacenti ed immediati, piuttosto può essere utile utilizzare clisteri di glicerina o anche irrigazioni rettali con semplice acqua tiepida, che hanno effetto di lassativi emollienti.
  • Può andare bene l’utilizzo di lassativi di massa o osmotici, quando invece l’ampolla non è propriamente piena. I più utilizzati sono a base di lattulosio, di sali di magnesio, crusca e psillio. Fate attenzione però all’uso prolungato di queste sostanze: la stimolazione “artificiale” dell’attività peristaltica può compromettere la normale attività intestinale e peggiorare il quadro al momento in cui i lassativi vengono sospesi. Può essere una buona idea assumere fermenti lattici in maniera ciclica per migliorare naturalmente la funzione intestinale, considerato che la disbiosi intestinale, ovvero un’alterazione della flora batterica, incide negativamente sulla cinesi globale dell’intestino.

 

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Dott.ssa Maria Amicone

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