Schiscetta: cosa mangiare a pranzo in ufficio

Schiscetta: cosa mangiare a pranzo in ufficio

· Consigli pratici per seguire una dieta bilanciata anche in ufficio ·

Spesso mi chiedete come organizzarvi per quanto riguarda la classica schiscetta da portare in ufficio per il pranzo. A volte mi avete visto organizzarmi con pancake salati da mangiare un po’ al volo, e in effetti è uno dei pranzi al sacco che trovo più comodi, ma non sono certo l’unica opzione.
Che si tratti dell’ufficio (o altro tipo di lavoro: negozio, ospedale, cantiere…) o magari dell’università, per chi cerca di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata e vuole evitare di cadere sulle classiche pizzette da rosticceria (o peggio ancora: i sandwich pre-confezionati!), il momento pranzo può sembrare un po’ difficoltoso, ma con un minimo di organizzazione tutto si può fare 😉
Vediamo allora come preparare la schiscetta per il pranzo.

Cosa mangiare a pranzo in ufficio

Come mamma lavoratrice, so perfettamente che il tempo non sembra mai abbastanza e che dobbiamo sfruttare ogni momento disponibile (anche in modo da far sì che ne rimanga per dedicare un po’ di tempo di qualità a noi stessi e alla nostra famiglia). La parola chiave, quindi, almeno per quanto mi riguarda, è: organizzazione!

Schiscetta: consigli generali

Chi mi segue e ha imparato a conoscermi sa bene che cerco di seguire uno stile di vita sano e attivo, nei limiti del possibile. E questo comprende, tra le altre cose, una dieta varia e bilanciata. Avendo poco tempo a disposizione, ho imparato ad affidarmi molto al meal prep, un metodo organizzativo quanto mai furbo per semplificarsi la vita. Ma non è certo l’unico suggerimento che posso darvi.

Ecco dunque 5 consigli generali per il pranzo in ufficio.

  1. Il mio primo consiglio, ovviamente, è proprio questo: pianificate i pasti della settimana in anticipo, come faccio io. In questo può venirvi in aiuto proprio il mio blog, in quanto per dare una mano a chi mi segue ho iniziato a condividere i miei menu settimanali, con tanto di lista della spesa, ricette veloci e persino consigli su come anticiparsi la preparazione dei pasti.
    Di solito condivido il mio menu settimanale il sabato mattina, in modo che abbiate il tempo, tra sabato e domenica, sia di fare la spesa che anticiparvi qualche preparazione in vista della settimana (esattamente come faccio io).
    A questo proposito, se seguite le mie stories su Instagram sa
  2. Sempre parlando in generale, per giovare fino in fondo di quello che la natura ha da offrirci, cercate di comprare prodotti di stagione.
    In questo modo non solo risparmierete qualcosina, ma mangerete prodotti migliori (dal punto di vista nutritivo, ma anche e soprattutto di sapore) e, rispettando la variabilità stagionale, godrete di una dieta più varia.
  3. Evitate di mangiare in piedi, in fretta e furia, tra un incarico e l’altro. Sono sicura che possiate ricavarvi almeno 15-20 minuti di pausa (ma se sono 30-40, meglio ancora!), per staccare un attimo e godervi un pasto in relax, senza pensare a lavoro e scadenze varie.
  4. I carboidrati sono carboidrati, che siano pasta, pane, patate o riso, e che siano raffinati o integrali. Come tali, potete interscambiarli come vi pare e piace: se preferite pasta a pranzo e pane a cena, ben venga; se preferite pane a pranzo e pasta a cena, ben venga comunque; se preferite (o vi capita di) mangiare pasta (o pane/avena/patate/quinoa o quel che sia) sia a pranzo che a cena, va benissimo lo stesso! Certo, in una dieta equilibrata il top sarebbe cercare di variare le fonti (proteiche, di verdure, ma anche di carbo), ma se vi è più comodo mangiare un panino a pranzo e un piatto di pasta a cena, non vi fate problemi! La cosa davvero importante è che rimaniate più o meno all’interno del vostro fabbisogno 😉
  5. Se notate che tendete ad arrivare a pranzo (o a cena) con molto appetito, cercate di portarvi uno spuntino spezzafame che sia comodo da mangiare in ufficio. Ad esempio: frutta secca a guscio; frutta fresca già tagliata (eventualmente, potete irrorarla con succo di limone in modo che non annerisca); un piccolo sandwich con burro di arachidi; un prou; una barretta proteica
    E, mi raccomando, non vi dimenticate di bere! Fa nulla se dovrete fare una pausa bagno in più: meglio ancora, ne approfitterete per fare due passi e sgranchirvi un po’ le gambe 😉

Come scegliere la schiscetta

Innanzitutto cercate di munirvi di una borsa termica. Niente di troppo pesante e ingombrante, basta che sia poco più grande della schiscetta in sé: in tal modo non vi porterete dietro troppo peso aggiuntivo, ma sarete sicuri di conservare bene il cibo e avrete la possibilità di portarvi anche una bottiglietta d’acqua (o magari 2 o 3, in modo da bere a sufficienza almeno per la mezza giornata).
Nota: se in ufficio avete a disposizione un frigorifero, la borsina termica potrebbe anche essere inutile, ma valutate sempre in base alla situazione (potrebbe, ad esempio, essere utile durante il viaggio).

Per quanto riguarda la schiscetta vera e propria, ovvero il contenitore portavivande (o lunch box), tendenzialmente il mio consiglio è di munirvi di qualche contenitore che possa essere usato anche per il microonde (se ne avete a disposizione in ufficio), o che sia termico.
Oppure, potete valutare la possibilità di comprare un piccolo scaldavivande, da lasciare in ufficio o da portare avanti e indietro, a seconda del tipo di oggetto in sé e della vostra situazione specifica al lavoro: non tutti hanno la possibilità (o la voglia) di lasciare oggetti personali sul luogo di lavoro. Ormai ce ne sono di molto pratici, portatili ed elettrici, davvero comodi in queste situazioni. Alcuni offrono anche una soluzione unica, ovvero comprate proprio una schiscetta scaldavivande, in modo da avere tutto in uno.
(In alternativa, so di persone che si portano un semplice contenitore da casa e lo lasciano tutta la mattina sul termosifone, in modo da trovarsi non dico il pranzo caldo, ma almeno da non trovarsi poi a mangiare pietanze gelide. Se volete emularli, attenzione a scegliere contenitori che non si rovinino a contatto con il calorifero.)

Schiscetta: esempi pratici

Fin qui tutto ok, anche tutto interessante, certo, ma veniamo a noi: all’atto pratico, come organizzare la schiscetta per il pranzo??
Ecco dunque alcuni esempi pratici:

  • Bowl: che sia una poke bowl o meno, un piatto da gustare freddo è sempre molto pratico da portare appresso e da gustare in loco.
    Qualche esempio: riso pilaf con ceci e fagiolini; insalata Caesar (iceberg, tocchetti di prosciutto cotto, grana, crostini all’olio Feeling Ok, avocado); va bene anche una semplice insalatona mista, con uova sode e mais; o ancora una panzanella con fresella sbriciolata, tonno e pomodori; oppure insalata di pollo (lattughino, pomodorini, bocconcini di pollo lessati/grigliati, maionese allo yogurt) con pane a parte per l’immancabile scarpetta.
  • Piada/panino: il classico dei classici dei pranzi in ufficio. E va benissimo così. Ma una cosa è prenderlo al volo al bar (o, peggio ancora: alle macchinette), una cosa è portarselo da casa, preparato amorevolmente con ingredienti freschi e bilanciati.
    Variazione sul tema: crêpes o focaccine, sempre da farcire a piacere, o anche, perché no, avocado toast (preferibilmente da assemblare al momento, in modo da non far ammorbidire troppo il pane) o pancake proteico (molto comodo se proprio avete poco tempo).
    Qualche esempio: fesa di tacchino, insalata e avocado; salmone affumicato, rucola e succo di lime; fiocchi di latte, pomodorini e lattughino; ricotta magra, radicchio e noci; hummus di ceci e spinacini freschi.
  • Insalata di pasta/riso: con uova sode e peperoni a listarelle; con asparagi e gamberetti; con pisellini e crema di carote e mandorle; feta, pomodorini e olive nere.

Per chi invece avesse la possibilità di usare un microonde in ufficio (o per chi abbia un buon termos da portarsi appresso), le possibilità sono ancora di più:

 

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