I miei viaggi: luna di miele in Sicilia

Piccola premessa: questo articolo sarebbe dovuto uscire molto tempo fa. Se non che tra una cosa e l’altra (Leo era ancora piccolo la babysitter ci aveva appena abbandonato, io stavo lavorando al mio ebook, poi è iniziato il lockdown…) è finito nel dimenticatoio. Ma in questi giorni, riguardando tra le bozze degli articoli più vecchiotte, ecco che l’ho ritrovato! Quindi, con un po’ di vergogna per il ritardo spaventoso, eccovi qui un altro resoconto di uno dei miei viaggi 😉

La Sicilia, oltre ad essere la più grande tra le isole italiane, è anche una delle tante perle del nostro bel Paese, tutta da scoprire! Erano anni che aspettavo di andarci e finalmente ne ho avuto l’occasione, grazie alla nostra luna di miele!

Così come avevo fatto già tempo fa per il viaggio in Puglia, anche per la nostra piccola vacanza in Sicilia ho organizzato preventivamente una sorta di mini tour. Ovviamente trattandosi di un viaggio di soli 4 giorni ho avuto un po’ di difficoltà a incastrare tutto quello che mi sarebbe piaciuto fare, vedere, assaggiare 😉 naturalmente il programma che io preparo prima di partire è solo indicativo e passibile di modifiche in base alle necessità di Leo, le esigenze e le tempistiche del momento, eccetera. Anche per questo viaggio vi avevo chiesto consigli e suggerimenti su Instagram e come sempre me ne avete dati tantissimi!

Il viaggio non è stato dei migliori, in quanto Leo, che nelle 7 ore di volo per Zanzibar e ritorno non aveva emesso un fiato, durante i 50 minuti in aereo per arrivare in Sicilia non ha fatto che piangere, tutto il tempo! Un pianto super disperato, non riusciva a prendere sonno, ha pianto davvero ininterrottamente, mi sono anche preoccupata che avesse qualcosa che non andava, che magari gli facessero male le orecchie. Purtroppo il pianto è il loro modo per comunicare un disagio, che si tratti di fastidio, dolore, stanchezza, rabbia… con un bimbo così piccolo non possiamo fare davvero nulla per placare il pianto, se non capiamo cosa c’è che non va o se non possiamo risolvere il problema (come, in questo caso, le orecchie). Il risultato è che io all’arrivo ero sfinita e non vedevo l’ora di mangiare qualcosa 😉

 

Sabato 28: Noto e Modica

Siamo partiti sabato 28 con destinazione Noto (la capitale del Barocco) patrimonio dell’UNESCO, barocca come molte delle città della zona. tra i posti da visitare: palazzo Ducezio con la sua sala degli specchi.. Abbiamo alloggiato alla Masseria della Volpe, un fantastico resort realizzato in un edificio del XIX secolo con vista su colline e terreni coltivati, caratterizzato da un arredamento senza tempo, rustico ma molto raffinato, con tanti elementi in pietra e piastrelle artigianali, dove ci siamo trovati benissimo e che consiglio vivamente.

Abbiamo visitato Noto paese durante la giornata, un comune dalle origini antichissime, che venne però completamente distrutto da un terremoto nel 1693. La Noto di oggi è quindi una ricostruzione, eretta in un luogo più ampio e sicuro, fatta utilizzando la locale pietra calcarea, chiara e compatta, che con il tempo ha assunto magnifiche gradazioni color oro con sfumature tendenti al rosa. Una particolarità: per la nuova progettazione vennero chiamati grandi artisti che decisero di edificarla in base a uno studio di prospettive. Ad esempio, le tre strade principali scorrono da est a ovest, in modo che il sole le illumini sempre… Che cosa romantica, non trovate?
A Noto ci avevate consigliato di andare a mangiare le arancine (o arancini, che dir si voglia) da Arancina Planet e la brioche con gelato da Costanzo.

Nel pomeriggio ci siamo recati a Modica per assaggiare il cannolo all’Antica Dolceria Bonajuto e ovviamente il cioccolato!

Modica, così come anche Noto e molti dei comuni della zona, è una città barocca, patrimonio dell’UNESCO dal 2002. Proprio come Noto ha origini molto antiche (addirittura risalenti all’età neolitica) e oggi il suo centro storico, anch’esso ricostruito in seguito al medesimo terremoto del 1693, è suddiviso in 2 grandi quartieri, Modica alta e Modica bassa. Vanta un grande patrimonio artistico e culturale, ma è conosciuta soprattutto per il suo caratteristico cioccolato, di derivazione azteca.

Una piccola nota personale: il cannolo ripieno di crema di ricotta e decorato con granella di veri pistacchi siciliani è una cosa celestiale, non è descrivibile, va semplicemente mangiato sul posto per poterlo apprezzare davvero!

Domenica 29: Avola

La mattina sono andata in perlustrazione della masseria, che comprende 13 ettari di terreno, con tantissimi frutteti (tra cui anche vigneto e mandorleto), un bell’orto biologico e distese infinite di ulivi. L’alba era alle 6.50, ma io sono scesa un po’ dopo, verso le 7. Mi sono fatta tutto il percorso che gira intorno alla tenuta, che permette anche di poter fare una bella corsetta mattutina o una passeggiata per i campi e mi ha ricordato tanto la campagna di mio nonno.

Dopo colazione siamo stati in mattinata alla spiaggia di San Lorenzo, che si trova lungo un tratto di costa davvero affascinante, con un misto di grande spiagge e minuscole insenature, dove l’acqua era davvero magnifica, turchese e cristallina, e Leo ha potuto giocare sulla finissima sabbia chiara.

Sempre in zona si trova anche la cittadina di Avola, la città esagonale (nome dovuto alla forma del suo centro storico, così progettato per esigenze difensive), patria della mandorla e del famoso vino nero. Ci sono tante cose da vedere, sia in città che in zona, ma in particolare vi suggerisco di visitare la Riserva di Casagrande del Cassibile, una sorta di canyon naturale incontaminato, costellato da un articolato sistema di cascatelle e piccoli specchi d’acqua e pertanto conosciuto anche come i laghetti di Avola.

In serata siamo stati anche a Catania con gli amici conosciuti a Zanzibar, siamo stati alla pasticceria Savia per un aperitivo a base di arancini (anzi, arancine!), dove per cena abbiamo mangiato le famose panelle. Per chi non le conoscesse, le panelle siciliane sono un sorta di frittelle di farine di ceci, spesso vendute nei chioschi ai lati della strada o nelle rosticcerie, che sono buonissime anche assolute, con una bella grattata di pepe fresco, ma sono più spesso consumate nel classico abbinamento pane e panelle. Per una fortunata coincidenza c’era anche il festival del gelato, quel giorno, quindi massima scelta per tutti i gusti 😉

Lunedì 30: Noto

La mattina sono stata all’oasi faunistica di Vendicari, una riserva naturale tra Noto e Marzamemi, con un territorio che si estende per oltre 1500 ettari. L’intera zona è ricca di sentieri un po’ tortuosi ma non difficili da seguire e pertanto alla portata di tutti (purché abbiate voglia di camminare un po’). Ad esempio noi abbiamo camminato un bel po’ per raggiungere la spiaggia di Calamosche (o Funni Musca), una piccola caletta sabbiosa… per poi scoprire che è comodamente raggiungibile con l’auto… Ma si sa che fermi non ci sappiamo stare, per cui va benissimo così 😉
Abbiamo visitato anche la Tonnara (anche detta Bafutu), uno dei monumenti forse più significativi della riserve, di origine araba, che, com’è facilmente intuibile, è un complesso di strutture dedicate alla pesca di tonno e sgombro. La struttura è suddivisa in tre parti: il Pedale, ovvero una sorta di parete di reti staccata dalla costa, aveva infatti lo scopo di convogliare il pesce verso l’Isola, la seconda parte, una specie di edificio sottomarino di reti che portano fino alla fino alla camera di cattura. Infine vi è la parte terrestre della Tonnara, che comprendeva magazzini di stoccaggio, zone di lavorazione e via dicendo.

Abbiamo fatto un ottimo aperitivo a Dalla Terra Bistrot, per poi pranzare al Baglietto di Vendicari, alle Tenute della Riserva, dove abbiamo mangiato il tonno con cipollata che era davvero fenomenale, è piaciuto anche a Leo, a cui Paolo ha fatto mangiare pezzetti di pane intinti nel sughetto 😉

Poi nel pomeriggio-sera siamo stati anche a Siracusa (Gelateria Belfiore) e a Ortigia (Isola di Ortigia), dove abbiamo assistito a un tramonto davvero spettacolare, per poi cenare da Chi T’appititta steakhouse, che vi consiglio caldamente.

Martedì 1: Marzamemi

La penultima mattina siamo stati alla spiaggia del Gelsomineto o spiaggia della Marchesa: è una baia di sabbia bianca circondata da una pineta, sempre vicino alla foce del fiume Cassibile (come la Riserva di Casagrande), nel siracusano, tra i comuni di Avola e Siracusa. Circondata dalla Pineta del Gelsomineto (chiamata così per la presenza di molti gelsomini insieme ai pini marittimi), si tratta di una sorta di oasi incontaminata, chiusa alle estremità da scogliere di roccia calcarea e pertanto ben protetta dai venti.
Una delle cose più belle, in Sicilia, è stato che su qualunque spiaggia andassimo eravamo sempre i primi ad arrivare e comunque in spiaggia c’erano sempre pochissime persone, vuoi per l’ora, vuoi per il periodo, vuoi per i posti?? Ad ogni modo è una cosa che ho adorato, siamo stati davvero una meraviglia!! Abbiamo potuto scavare buche in riva al mare con Leo in tutta tranquillità, fare il bagno, impanarci nella sabbia…

Poi siamo andati a Marzamemi, un piccolo gioiello, un borghetto marinaro a pochi km da Noto, completamente pedonalizzato, che risale intorno all’anno mille, come la Tonnara. Qui abbiamo pranzato alla taverna Cialoma, dove tenevo molto ad andare in quanto avevo visto sui social che era davvero molto, molto carina, con tutte le sedioline di legno colorate… e non sono rimasta delusa, perché è davvero deliziosa, un po’ come tutto il borgo, d’altronde.

Mercoledì 2

Dopo la mia solita passeggiata mattutina in giro per la tenuta per vedere l’alba (quando mi perdo l’alba, in vacanza, sento sempre che mi sto perdendo qualcosa di meraviglioso!), siamo stati un po’ in giro per Noto. Mi sa che il modo migliore per apprezzare appieno il centro di Noto è quello di perdersi fra le piccole vie barocche e ammirare la struttura architettonica di questa città meravigliosa, che sembra uscita da un set cinematografico.

Abbiamo fatto una bella passeggiata per il centro storico e poi siamo stati a fare una seconda colazione al caffè Sicilia dove ho preso una granita con brioche col tuppo, che purtroppo non mi è proprio piaciuta, è stata una delusione totale: mi avete poi detto che non era assolutamente il posto dove mangiare una buona granita… Ho dovuto consolarmi andando a comprare un altro po’ di cannoli dell’ultimo momento 😉

Essere andata via dalla Sicilia senza aver mangiato una granita decente è stato uno dei miei crucci, ma ovviamente sarà uno stimolo in più a tornare in Sicilia alla prima occasione 😉 Anzi, se volete consigliarmi qualche buon posto, garantito da voi, dove mangiare delle ottime granite, non sciolte e belle cremose come devono essere, scrivetemelo nei commenti al post: ne farò tesoro!

Conclusioni:

Purtroppo durante il viaggio di ritorno siamo stati diversamente sfortunati: mentre all’andata abbiamo avuto problemi con Leo che ha pianto per tutto il volo, al rientro per via del maltempo all’arrivo a Napoli abbiamo ballato molto e alla fine non siamo neanche riusciti ad atterrare: siamo stati dirottati su Bari dove poi hanno organizzato un pullman sostitutivo per arrivare fino a Napoli. C’è di positivo però che Leo è stato un amore e ha dormito tutto il tempo, cosa che mi ha un pochino aiutato a mantenere la calma durante gli scossoni e i vuoti d’aria dovuti al temporale 😉

  1. Non c’è niente da dire: la Sicilia è un altro tesoro del nostro patrimonio storico-artistico-culturale! Noi ne abbiamo vista solo una piccolissima parte perché avevamo pochi giorni e abbiamo preferito fare le cose con un pochino di calma e senza stress, ma non dubito che ci torneremo prestissimo per vedere altri nuovi scorci… e ovviamente per mangiare la granita!
  2. La Masseria della Volpe è un resort che consiglio senza dubbio a tutti:  sia a chi ha bambini, come noi, che a chi viaggia da solo, in coppia o in comitiva. La posizione è comodissima, la tenuta è meravigliosa e tra piscina, bio-orto, uliveti e quant’altro si presta benissimo anche a chi è della zona, magari per un semplice weekend in totale relax.
  3. Viaggiare coi bimbi: anche in questo caso abbiamo trovato comodissimo il marsupio con Leo, in quanto ci ha consentito di girovagare ed esplorare un po’ in tranquillità, riuscendo anche a rilassarci per bene.

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