Functional training: la mia scheda

Forse non tutti sanno che io oltre ad essere un personal trainer diplomato, sono anche istruttrice di vari altri tipi di attività motorie: bodybuilding, pilates, corsi di sala musicale ( soprattutto di tonificazione quali body pump, G.A.G, total body ecc…) nonché istruttrice di functional training.
Prima di iniziare a gareggiare come bikini fitness model (IFBB), infatti, ho fatto tante altre attività, in primis come atleta, e poi seguendo anche i corsi per diventarne istruttrice. Tra queste, ad esempio, c’era anche il crossfit (che, per chi non lo sapesse, è un tipo di functional training).
Una volta preso l’attestato, però, paradossalmente ho smesso di dedicarmi (almeno in prima persona) a quel tipo di allenamento, continuando a farlo fare agli altri, quindi solo come coach.

Il body building, al quale ho continuato a dedicarmi, è ottimo per migliorare la composizione corporea, per andare a lavorare punti o settori muscolari specifici, però al contempo non ti fa allenare altre capacità, quali forza, potenza, esplosività, resistenza… È abbastanza settoriale, ecco.
Dovete sapere che per me è molto facile il lavoro con i pesi, è molto facile caricare, ma quando si tratta di sfidare se stessi, come nel caso di circuiti ipcam, amram, ecc… ecco, lì sono un po’ carente.
Quando si tratta di fare circuiti del genere io vengo un po’ meno, tendo molto a dirmi “non ce la faccio”. Quindi dedicarmi a questo tipo di allenamento è anche un modo per sfidare me stessa, oltrepassare i miei limiti (o quelli che credevo tali) e dimostrarmi che sì, ce la posso fare!

Functional training

Ma che cos’è il functional training (o allenamento funzionale)?

Un movimento funzionale è un movimento naturale, che rispecchia i normali gesti della vita quotidiana che tutti facciamo, spesso senza neanche farci caso.

Essenzialmente, quindi, si tratta di una sorta di ritorno alle origini: non più lucenti macchinari costosi ad aiutarci nello svolgimento degli esercizi, ma piuttosto esercizi a corpo libero o a l massimo con pochi attrezzi spartani (fit ball, kettlebell…) per andare a ritrovare quelle abilità e pattern motori sviluppati in centinaia di migliaia di anni dai nostri antenati al solo scopo di sopravvivere.

Con questo tipo di allenamento, pertanto, non avremo più l’isolamento muscolare tipico della sala attrezzi, ma bensì contrazione sinergica di più gruppi muscolari tramite esercizi che richiamano le funzioni base per cui è nato il nostro corpo, allo scopo di sviluppare un corpo forte, sì, ma anche agile, veloce ed elastico, reattivo e coordinato. Questo grazie al fatto che con il functional training si vanno ad acquisire sempre nuovi schemi motori, sempre più difficili e quindi anche più stimolanti, evitando pertanto anche il rischio di stallo, grazie alla potenzialmente ’infinita variabilità di movimenti.

La mia scheda

Come dicevo, nonostante io adori il fitness più o meno in tutte le sue forme (o quasi), compreso il functional training, anche io in certi casi, o più specificamente in certi percorsi, ho bisogno di essere motivata. Da quando ho partorito (e non appena avuto il via dal mio ginecologo, naturalmente!) ho deciso pertanto di inserire anche l’allenamento funzionale nella mia routine settimanale proprio perché avevo voglia di sfidarmi, di cercare stimoli nuovi. E proprio perché io da sola al minimo sentore di sforzo mi fermo, ho bisogno di essere spronata e incitata, per cui mi faccio seguire, in questo percorso, da un altro personal trainer.

Ad esempio, ecco la scheda che ha elaborato per me il mio personal trainer la settimana scorsa.

Ha suddiviso l’allenamento in questo modo:

  • AMRAP di 10 minuti : si eseguono gli eserciZi, uno dopo l’altro, per un numero di ripetizioni prestabilite per 10 minuti senza mai fermarsi.
  • vari esercizi eseguiti con il metodo TABATA 30″-15″ (lavoro-riposo) fatti a circuito
    Entrambe le metodiche sono lavori hiit (High Intensity Interval Training), e come tali uniscono un lavoro di resistenza ad un lavoro cardio (che, come sapete, ha lo scopo di ridurre il tessuto adiposo).
  • Dopo di che abbiamo concluso con uno sprint finale con skillmill e vogatore. Anche questo tipo di lavoro può essere definito ugualmente un tabata in quanto abbiamo alternato un recupero attivo di 45 secondi ad un lavoro intenso di 15 secondi, sempre per migliorare la resistenza, ma anche per portarmi in uno stato di effetto EPOC (Excess Postexercise Oxygen Consumption), ossia dispendio di energie anche nel post allenamento, avendo portato la frequenza cardiaca al di sopra della soglia.

Come vedete, insomma, anche per me, che sono abituata ad uno stile di vita molto attivo e che ho fatto della mia passione per un fitness addirittura un lavoro, non sempre è facile, ma con l’aiuto della persona giusta, che ci motiva nel modo giusto, tutto è possibile, anche farci piacere l’allenamento funzionale 😛

In questi allenamenti ho il sostegno di Daniele Paribello, seguitelo su IG !

LEAVE A COMMENT

RELATED POSTS